L’Appennino bolognese si conferma un asset strategico per la competitività dell’intera area metropolitana. I dati più recenti delineano un territorio in forte trasformazione, dove la montagna non è più solo un luogo da "sostenere", ma un motore di sviluppo capace di generare nuove opportunità economiche, sociali e culturali.
Il tema dell’innovazione delle politiche nel settore del Turismo per il futuro dell’Appennino emiliano-romagnolo è stato al centro dell’incontro promosso dall’assessorato regionale alla Montagna di venerdì 24 luglio a Porretta Terme presso la Cattedrale dello stile liberty delle Terme alte e del Grottino Chini. Hanno partecipato il presidente della Regione Michele de Pascale, insieme agli assessori regionali Davide Baruffi (Aree interne e Montagna) e Roberta Frisoni (Turismo, Commercio e Sport). Sono intervenuti il sindaco della Città metropolitana Matteo Lepore, il presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena Mattia Santori e la sindaca di Marzabotto a supporto del sindaco metropolitano per le politiche dell'Appennino bolognese Valentina Cuppi.
“Gli investimenti che in questi anni abbiamo promosso e coordinato come Città metropolitana insieme alla Regione in favore del turismo e del lavoro in Appennino non solo si sono dimostrati efficaci – parliamo oggi di 300 mila turisti all’anno e una crescita annuale degli arrivi che nel 2025 è stata del +9% – ma soprattutto hanno rafforzato una politica di sviluppo basata sulle professionalità, che da un lato garantisce qualità ai visitatori e dall’altro consolida l’ideale di futuro per chi ha scelto di vivere sul territorio. - ha dichiarato il sindaco metropolitano Matteo Lepore - Dai cammini al turismo bianco, dagli eventi sportivi fino alla valorizzazione dei festival musicali e culturali passando per la rigenerazione di spazi e borghi: se oggi l’Appennino è sempre più attrattivo è perché siamo stati in grado di intercettare una crescente ‘domanda di montagna’ e trasformarla in relazioni solide, tra cittadini e con le istituzioni.”
La vitalità del territorio è testimoniata da una crescita che non conosce stagioni. L’Appennino bolognese ha chiuso il 2025 con numeri molto positivi, totalizzando 299.953 arrivi e 698.994 presenze, con un incremento rispettivamente del +9% e +6% rispetto al 2024.
Grande contributo a questo successo è dato dalla Via degli Dei, che con circa 25.000 camminatori annui si conferma il secondo cammino più frequentato d'Italia dopo la Via Francigena. Un volano turistico che ha trovato nel modello eXtraBO un alleato fondamentale, capace di integrare promozione, informazione e commercializzazione dell’offerta turistica metropolitana su scala nazionale.
La strategia della Città metropolitana di Bologna, anche attraverso il PSM (Piano Strategico Metropolitano), punta a superare la logica della "montagna da sostenere". L'Appennino oggi si propone come un elemento distintivo per la qualità della vita e l'innovazione: fattori chiave che attraggono non solo turisti, ma anche nuovi abitanti e imprese.
L'obiettivo non è più solo l'aumento dei flussi, ma l'incremento del capitale umano. Contrastare il declino demografico significa oggi creare le condizioni affinché famiglie e professionisti scelgano di vivere e lavorare in Appennino. Le politiche pubbliche devono quindi integrare servizi, abitare, mobilità e opportunità economiche per non limitarsi ad "attirare", ma per rafforzare concretamente le comunità esistenti.
Turismo, ciclovie, imprenditorialità e servizi non sono più politiche autonome, ma concorrono a un unico obiettivo: costruire un'economia stabile e multifunzionale. In quest'ottica, Bologna Innovation Square funge da strumento prezioso, costruendo infrastrutture relazionali permanenti che connettono istituzioni, imprese e cittadini.
Tuttavia, la sfida rimane aperta. I dati della Camera di Commercio evidenziano come la manifattura specializzata e il turismo — i due pilastri della tenuta economica appenninica — soffrano particolarmente la "crisi dei talenti". È proprio su questo punto che si gioca la partita del futuro: rendere il territorio un ecosistema capace di generare sviluppo e supportare le imprese locali. Bologna metropolitana si candida così a essere una metropoli policentrica, dove la competitività nasce dalla valorizzazione dell'intero sistema territoriale, con l'Appennino nel ruolo di cuore pulsante di un futuro sostenibile e integrato.