Dopo alcuni mesi di incontri pubblici, confronti con cittadini, ricercatori, istituzioni e associazioni del territorio, è stato presentato a Palazzo Malvezzi il rapporto di PianetaLab
“Verso il Gemello Civico di Bologna: per una intelligenza ambientale e democratica”, un documento che raccoglie riflessioni, criticità e proposte sul futuro del Gemello Digitale della città.
Il percorso, avviato nel settembre 2025 nell’ambito delle attività di PianetaLab con il patrocinio della Technical University of Munich (TUM) e del Patto Europeo per il Clima, nasce con un obiettivo preciso: costruire uno spazio di dialogo tra mondo scientifico, istituzioni e società civile per rendere il Gemello Digitale di Bologna uno strumento realmente civico, democratico e inclusivo. Il Gemello Digitale urbano è infatti una piattaforma basata su dati e modelli computazionali che consente di simulare scenari urbani complessi – dalla mobilità alla qualità dell’aria, dalla gestione climatica ai servizi pubblici – supportando le decisioni delle amministrazioni. Bologna rappresenta uno dei pochi casi in Europa in cui il progetto nasce con una missione esplicitamente orientata alla partecipazione pubblica e al bene comune.
Nel corso degli eventi pubblici organizzati da Pianeta Lab, tenuti settembre 2025 e febbraio 2026, sono stati promossi momenti di ascolto e confronto con cittadini, esperti, associazioni, operatori sociali e istituzioni locali, raccogliendo indicazioni su come il Gemello possa contribuire concretamente a migliorare la vita urbana. Il rapporto contiene alcune priorità fondamentali emerse dagli incontri: dal rendere il Gemello comprensibile e accessibile anche alle persone meno digitalizzate, fino a garantire una governance etica e trasparente dei dati capace di rappresentare nel sistema anche le comunità più vulnerabili e meno visibili. Un’altra sfida emersa è stata quella dell’utilizzo del digitale per rafforzare inclusione, salute pubblica, sicurezza urbana e resilienza climatica, costruendo strumenti che aiutino cittadini e amministrazioni a collaborare nelle decisioni pubbliche.
Grande attenzione è stata inoltre dedicata ai temi della sovranità digitale, della privacy e dell’uso responsabile dei dati. Il rapporto sottolinea infatti che il Gemello Digitale “non deve diventare un grande fratello”, ma uno strumento pubblico fondato su fiducia, partecipazione e responsabilità condivisa. Tanti i temi emersi e portati all’attenzione da associazioni e cittadini durante il percorso. Tra questi, l’inclusione (l’accessibilità urbana per persone con disabilità, anziani e bambini), la sicurezza stradale, il contrasto al digital divide, la gestione delle emergenze climatiche e degli allagamenti, la qualità dello spazio pubblico e del verde urbano e l’accesso equo al cibo sano, la rappresentazione delle comunità migranti e delle identità non binarie nei sistemi di dati e nelle politiche urbane.
“Il digitale non deve sostituire le relazioni umane o governare dall’alto”, sottolineano gli autori del rapporto. “Deve invece diventare uno strumento sociale capace di rafforzare il dialogo tra cittadini e istituzioni e supportare politiche pubbliche più efficaci, trasparenti e inclusive”. Il documento evidenzia inoltre la necessità di accompagnare lo sviluppo tecnologico con investimenti concreti sulle politiche pubbliche: il Gemello può aiutare a individuare problemi e simulare soluzioni, ma servono risorse e volontà politica per trasformare le analisi in cambiamenti reali.
Il rapporto, consultabile online, è stato redatto da Sabina Leonelli, Emma Cavazzoni e Stefano Rimini e rappresenta un primo contributo pubblico al percorso di costruzione del Gemello Civico di Bologna, promosso dal Comune di Bologna insieme al Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data and Quantum Computing, all’Università di Bologna e ad altri partner scientifici e istituzionali.