Puntare sulle nuove generazioni per definire modelli di sviluppo urbano capaci di coniugare qualità progettuale e coesione sociale. Con questo obiettivo Legacoop Bologna e l'Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) - sezione Emilia-Romagna hanno presentato oggi la sesta edizione del Premio Giacomo Venturi per la rigenerazione urbana.
Il bando, intitolato alla memoria dell'amministratore bolognese scomparso nel 2014, si propone di valorizzare il contributo di studenti, neolaureati e ricercatori alla cultura della sostenibilità e della partecipazione attiva, temi che hanno contraddistinto l'operato istituzionale di Venturi come sindaco di Zola Predosa e vicepresidente della Provincia di Bologna.
Premi e categorie
Al Premio Giacomo Venturi 2026 possono partecipare studenti iscritti a Università italiane che stiano frequentando i corsi entro la data di scadenza del bando; laureati magistrali che abbiano conseguito il titolo presso Università italiane discutendo la tesi tra novembre 2024 e la data di scadenza del bando; dottori di ricerca che abbiano ottenuto il titolo a partire da novembre 2024 ed entro il termine ultimo per la presentazione della domanda.
I partecipanti possono concorrere singolarmente o in gruppo (nel caso degli studenti) e possono provenire da qualsiasi Ateneo. È requisito obbligatorio che i lavori presentati facciano riferimento al territorio della città metropolitana di Bologna.
Il concorso mette a disposizione un montepremi complessivo di 13.500 euro, articolato in quattro categorie:
Le domande di partecipazione e gli elaborati devono essere trasmessi online entro le ore 12 del 3 novembre 2026 attraverso la piattaforma dedicata. La commissione giudicatrice individuerà i vincitori entro dicembre 2026.
Per ulteriori informazioni e per leggere il bando integrale, è possibile consultare la documentazione ufficiale dell'INU o la pagina dei concorsi Archibo.
Il Premio Giacomo Venturi è patrocinato da Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Dipartimento di Architettura dell'Alma Mater Studiorum, Ordine degli Architetti di Bologna e Fondazione Architetti Bologna.